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Come sempre la speranza è l’ultima a morire.


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Come sempre la speranza è l’ultima a morire.

Ogni anno ricordiamo qualche ricorrenza: il giorno della memoria, l’11 settembre, ma ci dimentichiamo del  15 settembre, che, nel 2008, con Lehman Brothers, dette avvio alla più grande crisi finanziaria degli ultimi 80 anni, eppure il numero di morti che ha prodotto quella recessione, direttamente ed indirettamente,  è stata superiore ai 5.073 delle Torri Gemelle.

Quel crollo ci ha insegnato che il senso di sicurezza e tranquillità del passato non poteva essere garanzia per il presente attuale, che l’illusione di essere geneticamente forti (a noi non succederà mai nulla) non fa più parte del nostro dna, eppure, c’è qualcosa che ancora non abbiamo capito: l’essere ritornati per la prima volta ai dati economici pre-crisi non significa che il terremoto c’è già stato e pertanto possiamo stare tranquilli per i prossimi 80 anni, PERCHE’ IL PROSSIMO IMMINENTE FUTURO SARA’ COMPLETAMENTE DIVERSO DALL’ATTUALE PRESENTE. Gli sconvolgimenti saranno ancora più grandi. I nostri figli dovranno fare lavori che ancora non esistono e chi governa l’istruzione fa finta di averlo capito ma si preoccupa di salvaguardare chi non lo ha capito, ma, soprattutto, noi stessi non abbiamo compreso che molte professioni tra 10 anni non esisteranno più o saranno radicalmente diverse. Ma come sempre la speranza è l’ultima a morire e pertanto continuiamo a sperare che non sia così.

a cura di: Giorgio Pisano

pubblicato il: 08/10/2017

professioni che spariscono, nuove lavori per il futuro

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