Come allenare il proprio cervello
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La cultura per il benessere fisico è diventata ormai un “must” per tantissime persone. Le palestre vengono prese d’assalto ed anche gli ambienti all’aperto brulicano di runners o bikers alla ricerca della forma fisica perfetta nella speranza che questa possa incidere anche sul benessere psichico. Non vi è dubbio che ci possa essere una relazione, ma il fitness per il cervello o neurobica si produce con una ginnastica differente.
I nostri circuiti celebrali possono essere preservati ed in moltissimi casi anche potenziati. A sostenerlo è il neurobiologo Lawrence Katz che, oltre ad aver coniato il termine “neurobica”, ha scritto il libro “Fitness della mente” (Edizione Red) in cui propone diversi esercizi per allenare il cervello, introdurre nuovi stimoli e combattere gli automatismi della routine.
L’obiettivo è quello di creare nuovi circuiti celebrali dal momento che è ormai risaputo che le persone non smettono di generare nuove cellule nell’area “grigia”, soprattutto se questa viene stimolata nella maniera più opportuna.
Certamente decine di miliardi di neuroni muoiono con l’avanzare dell’età ma il programma di neurobica di Katz permette di contrastare questo fenomeno.
La regola numero uno è quella di “rompere le abitudini” e scardinare gli automatismi.
Le modalità possono essere tante e alla portata di tutti; ad esempio usando la mano non dominante per piccoli gesti come mangiare, lavarsi i denti, aprire la porta di casa, ecc. Allo stesso modo si può giungere in ufficio o al centro commerciale con percorsi stradali alternativi. In questo modo si creano nuovi “circuiti celebrali” e si rafforza anche l’emisfero opposto a quello dominante.
Nel fitness della mente non poteva mancare uno sviluppo armonico di tutti i sensi, soprattutto quelli meno utilizzati. Come certamente sappiamo dalla Programmazione Neuro Linguistica ognuno di noi privilegia un canale sensoriale primario a scapito degli altri, pertanto diventa di fondamentale importanza allenare quelli meno impegnati. Il visivo potrebbe esercitarsi mettendo a riposo la vista ed attivando gli altri canali sensoriali. Per esperienza personale posso affermare che bastano pochi minuti al giorno per scoprire che il cervello è in grado di riconoscere ed apprezzare suoni apparentemente sconosciuti e che l’olfatto può funzionare meglio di quanto di creda.
Per maggiori approfondimenti invito alla lettura dell’articolo scritto da G. Milano sul mensile CAPITAL di marzo 2015, a cui mi sono ispirato, oppure direttamente al libro “Fitness della Mente” di Lawrence Katz.
Giorgio Pisano
a cura di: Giorgio Pisano
pubblicato il: 08/09/2015
Fitness per la mente,