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Stati d'animo e rappresentazioni interne


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Stati d'animo e rappresentazioni interne

"Dubitare di tutto o credere a tutto sono due soluzioni egualmente comode che ci dispensano dal riflettere". (Henri Poincarè)


Nel corso della vita vi sarà senz'altro capitato di aver compiuto delle azioni inerenti al lavoro, come, per esempio, la chiusura di una trattativa importante, o relative ad una qualsiasi altra attività, (la partitella di calcio o di tennis per intenderci); avrete certamente constatato che, pur compiendo le stesse azioni al fine di ottenere determinati risultati, non sempre l'esito è stato quello auspicato; magari vi sarà capitato di aver ottenuto risultati altalenanti tra il successo e l'insuccesso, la gratificazione e la frustrazione. La causa di questa altalena apparentemente inspiegabile risiede nei nostri "stati d'animo".

Alcuni di questi, come la fiducia in noi stessi, la forza interiore, la gioia o l'estasi, creano uno stato produttivo incredibile, tale da spingerci ad ottenere dei risultati positivi e, per giunta, con estrema facilità. Altri stati d'animo, invece, come la depressione, l'ansia, la tristezza, la paura o la frustrazione, generano dentro di noi una condizione paralizzante e, di conseguenza, improduttiva. L'esito delle nostre azioni, in conclusione, è determinato dal "particolare" stato d'animo in cui ci troviamo e sotto la cui spinta agiamo. Cosa differenzia coloro che falliscono da quelli che hanno successo? La capacità di sapersi mettere costantemente in uno stato d'animo positivo e produttivo, atto al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Le principali componenti di uno stato d'animo sono due: la prima s'identifica nelle cosiddette "rappresentazioni interne", la seconda nella "fisiologia". Anthony Robbins, uno dei più grandi formatori al mondo, un guru nello studio dei comportamenti umani e della loro riprogrammazione attraverso la metodologia basata sulla PNL (Programmazione Neuro Linguistica), in uno dei suoi libri porta l'esempio di una situazione "tipo": ipotizziamo che una persona a noi cara ritardi ad un appuntamento. Come sarà la nostra reazione a riguardo? Questa dipenderà dallo "stato d'animo" in cui ci troveremo in quel preciso momento e sarà determinata dal tipo di rappresentazione interna che ci faremo circa il ritardo. Se, per esempio, ci immagineremo la persona in questione (la propria moglie per esempio) in difficoltà o vittima di un incidente, sicuramente, nel momento in cui varcherà la soglia di casa, l'accoglieremo con un sospiro di sollievo e, magari, dopo esserle andati incontro, la abbracceremo forte, chiedendole la causa del suo ritardo. Se, al contrario, assoceremo il suo ritardo ad un'immagine interna distorta, relazionandolo, per esempio, ad una avventura clandestina o ripetendoci in continuazione che quella mancanza è dovuta all'egoismo e alla noncuranza verso i nostri sentimenti, sicuramente il risultato di queste rappresentazioni interne sarà tutt'altro che produttivo e l'accoglienza che le riserveremo sarà di ben altra natura. Cosa induce le persone a crearsi rappresentazioni interne così opposte? Molti sono i fattori che intervengono, primi fra tutti quelli che ci vengono trasmessi fin dai primi anni della nostra crescita e che hanno a che fare con le credenze che ci portiamo poi appresso negli anni. Se, per esempio, il rapporto genitore - figlio è sempre stato di reciproca preoccupazione o, nei casi peggiori, di sfiducia, può senz'altro capitare di associare situazioni simili a quella riportata come esempio a immagini interne distorte. Credenze, valori, atteggiamenti ed esperienze precedenti condizionano il tipo di rappresentazioni che andremo a generare, senza dimenticare che anche lo stato fisiologico del momento gioca un ruolo fondamentale in tal senso. Se la nostra fisiologia si troverà in uno stato produttivo, a questa situazione seguirà un proporzionale esito positivo nelle nostre azioni. Se, al contrario, il nostro stato fisiologico sarà teso alla depressione o all'ansia, come naturale conseguenza anche le nostre azioni ne subiranno le logiche conseguenze e tenderanno verso reazioni negative e di aggressività. In ogni situazione e contesto, nel lavoro, nel rapporto con i clienti, negli incontri importanti con i dirigenti dell'Azienda, ma anche nella vita quotidiana e nei rapporti interpersonali, le nostre rappresentazioni interne hanno una valenza importante perché determinano il nostro modo di relazionarci agli altri. Studi importanti hanno dimostrato che ciascuno di noi è in grado di modificare e gestire al meglio i propri stati d'animo, condizionando positivamente le proprie azioni e, quindi, l'esito delle stesse. 


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a cura di: Redazione Target School

pubblicato il: 27/11/2014

stati d'animo, rappresentazioni interne, fiducia, forza interiore

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